10 domande sul metodo Ponseti
Il metodo Ponseti rappresenta il più efficace e sicuro sistema di trattamento del piede torto congenito. Si tratta di una malformazione congenita del piede (che coinvolge anche la gamba) rara, ma che colpisce circa 1,2 casi su 1000 nati vivi.
Nella mia pratica clinica mi capita spesso di incontrare genitori che si trovano per la prima volta davanti alla diagnosi di piede torto. Spesso si sono già informati sul percorso di cura, ma hanno, comprensibilmente, tante domande che necessitano di risposte. Ho pensato, pertanto, di fare una piccola scheda: “10 Domande sul metodo Ponseti”. Pensata per tutti coloro che si trovino ad affrontare questa sfida, e vogliano saperne di più.
In questo articolo troverete una anticipazione di alcuni punti importanti da chiarire … tutto il resto lo potete trovare scaricando direttamente la scheda!!
Quando dobbiamo iniziare il trattamento con il metodo Ponseti?
In generale, possiamo dire che prima si inizia il trattamento meglio è. Questo perché più è piccolo il bambino, più la risposta è più veloce.
Detto questo, tengo sempre specificare ai genitori dei miei piccoli pazienti di non correre troppo! È più importante che il bambino stia bene, che l’adattamento alla vita fuori dall’utero stia procedendo correttamente, e che la famiglia sia serena (e con questo intendo dire anche ben organizzata a casa). Non c’è alcun vantaggio a correre in ambulatorio subito, magari con un allattamento ancora poco avviato e tante insicurezze legate ai primi giorni di vita del neonato. Lasciamo che la famiglia abbia un attimo di tempo per sé.
Non appena queste condizioni saranno rispettate, si potrà iniziare con i gessetti. State tranquilli, che si inizi a 10 giorni di vita o a 20, non cambierà il buon risultato del trattamento.
Il bambino avrà dolore durante il confezionamento dei gessetti?
Il confezionamento dei gessi secondo il metodo Ponseti, non prevede manovre forzate o violente che provochino dolore.
Alcuni bambini si ribellano un po’ al fatto di sentirsi contenuti nel corso della manipolazione, ma solitamente si calmano molto rapidamente, in particolare se li si allatta durante la procedura. L’allattamento è una cosa che mi sento sempre di consigliare nel corso della procedura, in seno o il biberon possono avere effetti estremamente rilassanti per un piccolino (che sicuramente sarà stressato da tutto quello che gli accade attorno).
Un gesso ben confezionato in genere viene rapidamente accettato dal neonato, che può risultare leggermente più irritabile solamente il primo giorno. E prima della dimissione vi verranno fornite tutte le indicazioni per prendervi cura del vostro piccolino e dei suoi gessetti.
Il tutore Ponseti sarà ben tollerato?
Il tutore è parte integrante del metodo Ponseti, e posso dire che solitamente è ben tollerato dal bambino. Se il genitore è sereno nella accettazione e nella gestione del tutore, ci sono tutti i presupporti per cui anche il neonato lo accetti bene. Ci vuole tanta pazienza e tanta costanza. Se il neonato piange, va sicuramente controllato. Ma allo stesso tempo non bisogna abituarlo al fatto che quando piange il tutore viene immediatamente levato. È poi molto importante, man mano che il bambino cresce e le ore calano, aiutarlo ad associare il tutore al sonno, in modo che diventi una cosa quasi automatica.
Sì certo, anche a me è capitato qualche piccolino che mostrasse difficoltà a tollerare il tutore. Ma sono casi rari, che, quando capitano, vanno affrontati in maniera personalizzata.
