8 domande sulla displasia dell’anca

La displasia dell’anca è la malformazione scheletrica congenita più frequente nel neonato. Nel grande “capitolo displasia dell’anca” rientrano in realtà quadri diversi, che si differenziano per alcuni aspetti. Non tutte le anche, sebbene displasie, sono uguali, e queste differenze possono comportare scelte di trattamento differenti. Questo spesso crea un po’ di confusione nei genitori.

Prendendo spunto dall’International Hip Dysplasia Institute, sito internazionale di riferimento per la displasia dell’anca, ho pensato di fare un elenco di domande (e risposte!!) che possono aiutare a fare un po’ di chiarezza.

Ecco una anticipazione di alcuni punti importanti da chiarire … tutto il resto lo potete trovare scaricando direttamente la scheda!!

 

Il termine “displasia dell’anca” può riferirsi a quadri diversi

La displasia dell’anca è un termine, in realtà, generico, che racchiude un insieme di problematiche dell’anca in età infantile. Tra queste possiamo individuare l’instabilità (cioè la testa femorale può entrare e uscire dalla sua sede nell’acetabolo), la lussazione (quando la testa si trova bloccata fuori dall’acetabolo) o la displasia “propriamente detta” (ovvero l’appiattimento della cavità acetabolare).

Come facilmente intuibile, quadri diversi necessitano di trattamenti diversi. Possono variare molte cose: la tipologia e frequenza degli esami da effettuare, il tipo di divaricatore da utilizzare, le tempistiche di guarigione.

 

displasia dell'anca
Raffigurazione di (da sinistra): anca normale, anca displasia, anca sublussata ed anca lussata.

Come e quando si può diagnosticare la displasia?

La diagnosi viene effettuata sulla base di esami clinici e strumentali.

La valutazione clinica va a ricercare alcuni segni comuni tipici della displasia dell’anca, in particolare: l’asimmetria delle pieghe cutanee e glutee, la differente lunghezza degli arti inferiori (detto segno di Galeazzi), l’asimmetrica abduzione delle anche e, in fine, eventuali scatti di uscita/entrata della testa femorale nell’acetabolo. È bene tuttavia tenere a mente che questi segni clinici non sono sempre presenti, Se è più comune riscontrarli in presenza di anche lussate o instabili, nella semplice displasia l’esame clinico può essere assolutamente normale.

 

visita displasia anca
Valutazione clinica delle anche del neonato

 

Considerati i limiti dell’esame clinico, è indispensabile associare un esame strumentale diagnostico. L’esame universalmente consigliato è l’ecografia delle anche del neonato. Con i moderni apparecchi ecografici è possibile avere un’ottima visualizzazione delle diverse strutture anatomiche, inoltre, è un esame che non emette radiazioni. È chiaramente indispensabile che l’esame venga effettuato da medici formati sulla metodica, in modo da ridurre possibile errori di esecuzione che potrebbero alterare i risultati. L’ecografia andrebbe eseguita subito, se il paziente presenta segni clinici positivi, altrimenti va effettuata tra la 4^ e la 6^ settimana di vita del bambino.

Gli esami radiografici sono, invece, riservati a casi selezionati: hanno un ruolo principalmente nei controlli evolutivi sul lungo periodo e nei bambini più grandi.

ecografia delle anche del neonato
L'esame ecografico delle anche del neonato

La scheda completa

displasia anca bambini
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Bibliografia

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