Quante forme di “piede torto” del neonato esistono?

Il termine “piede torto” viene comunemente utilizzato, nel neonato, per descrivere un piede che alla nascita non si presenta con aspetto normale. In realtà tale terminologia non sarebbe davvero corretta, poiché, mette assieme diverse malformazioni con caratteristiche differenti, che, soprattutto, necessitano di trattamenti differenti.

In questo articolo cercherò di fare un po’ di chiarezza sulle varie terminologie, in modo da dare gli strumenti necessari a distinguere le diverse forme di “piede torto”.

Innanzi tutto bisogna distinguere due gruppi principali, che si caratterizzano da aspetti differenti: le malposizioni e le deformità.

  • Le malposizioni: non sono vere e proprie deformità, dal punto di vista anatomico il piede è normalmente conformato. In questo caso, la posizione errata del piede è causata dallo spazio intrauterino ridotto nelle fasi finali della gravidanza. Il feto può trovarsi pertanto con uno o entrambi i piedi un po’ costretti, in una posizione viziata per diverse settimane. Per questo motivo solitamente l’ecografia morfologica è normale, ma alla nascita i piedi possono risultare un po’ deviati. Tipicamente questi piedini sono tuttavia flessibili alle manipolazioni.
  • Le deformità: a questo gruppo appartengono le malformazioni congenite, che si sviluppano (per motivi presumibilmente genetici, ma non ancora completamente chiariti) nelle prime settimane di gravidanza. I piedi affetti da queste patologie hanno vere e proprie alterazioni anatomiche, articolari e ossee, con marcati aspetti di rigidità. Nella maggior parte dei casi, l’anomalia viene riscontrata già all’ecografia morfologica del secondo trimestre.

Come distinguere le diverse forme di “piede torto” del neonato.

In base a questa prima suddivisione, possiamo distinguere cinque diverse forme di “piede torto” nel neonato: tre sono malposizioni (piede talo valgo pronato, metatarso varo e piede torto posizionale), mentre due sono deformità (piede torto congenito e astragalo verticale).

1- PIEDE TALO VALGO PRONATO

Come descritto nell’articolo dedicato, questa malposizione si caratterizza da una anatomia del piede sostanzialmente normale, tuttavia alcuni aspetti sono tipici:

  • la punta del piede è costantemente rivolta verso l’alto e all’esterno, con aumentata dorsiflessione di piede e caviglia. In alcuni casi, il dorso del piede può arrivare a toccare la faccia anteriore della gamba;
  • tensione alla flessione plantare: quando si accompagna la punta del piede verso il basso, si può apprezzare una certa resistenza, che non consente di completare il movimento. Tipicamente la cute dorsale si tende e con essa i tendine dei muscoli estensori del piede e delle dita.
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piede talo valgo pronato neonato

2- METATARSO VARO

Nel metatarso varo, il piede è sostanzialmente normale, salvo per il mediopiede (cioè il passaggio tra la parte posteriore e la parte anteriore del piede) che risulta deviato. La pianta del piede non è propriamente dritta, ma curva (a fagiolo o a banana, per semplificare).

Osservando il piede dalla pianta, si possono notare:

  • la deviazione interna dell’avampiede rispetto al retropiede
  • convessità laterale del bordo del piede
  • la prominenza della base del 5° metatarso
prominenza base 5° metatarso

3- PIEDE TORTO POSIZIONALE

Questa malposizione può essere facilmente confusa con il piede torto congenito, poiché, ad una prima occhiata può somigliargli molto. Tipicamente il piede è atteggiato con la punta che guarda verso l’interno e verso il basso.

Ciò che lo distingue nettamente dal piede torto congenito (quello che noi ortopedici pediatrici chiamiamo “il vero piede torto”!!), è l’assenza di rigidità. La forma posizionale, come tutte le malposizioni, può essere tranquillamente manipolato, piede e caviglia possono essere accompagnate in tutte le direzioni, senza grosse restrizioni del range di movimento. Posso incontrare, è vero, delle lievi tensioni, ma non delle vere e proprie rigidità. 

piede torto posizionale neonato

4- PIEDE TORTO CONGENITO

Quando si parla di piede torto congenito, si parla di una vera o propria deformità. Tecnicamente si definisce piede torto equino-varo-supinato. Si tratta di una malformazione complessa, caratterizzata da una quota variabile di rigidità, e può essere scomposta in quattro principali componenti:

  1. cavismo: l’arco plantare è più accentuato, si associa spesso una piega cutanea mediale
  2. varismo del calcagno: il tallone, visto da dietro, si pone obliquamente verso l’interno
  3. adduzione del mediopiede:  il piede, visto da sotto, risulta deviato verso l’interno
  4. equino: il piede ha la punta rivolta verso il basso, la dorsiflessione risulta limitata (si può associare ad una piega cutanea posteriore).
piede torto congenito

5- ASTRAGALO VERTICALE

È la deformità in assoluto più rara, ma pure più complicata da trattare. Viene chiamata anche con altri nomi, quali “piede reflesso” o “piede a dondolo”, per la caratteristica pianta del piede ricurva e convessa.

Anche in questo caso la deformità si compone di più aspetti:

  • retropiede equino e valgo
  • mediopiede ed avampiede dorsiflessi (quest’ultimo risulta anche abdotto)
astragalo verticale

Indicazioni di trattamento

In linea generale, anche il trattamento si differenzia nettamente tra le due diverse “famiglie di piede torto”.

Nelle forme da malposizione, il trattamento è solitamente manipolativo. Fondamentalmente, le manipolazioni devono lavorare in senso opposto alla deviazione, per andare ad allungare le strutture che si sono un po’ retratte, e per stimolare la muscolatura. Pertanto, nel caso del piede talo valgo pronato, il lavoro sarà in plantarflessione ed in rotazione interna (qui puoi scaricare la scheda PDF con gli esercizi consigliati). In caso di metatarso varo e nel piede torto posizionale, invece, si lavorerà in allungamento della parte mediale e per stimolare la rotazione esterna (qui per scaricare la scheda PDF dedicata). Quando non si osservi una buona risposta a tale trattamento nell’arco di qualche settimana, può essere indicato ricorrere a tutori dedicati, o, in casi particolari, gessetti correttivi.

Nelle vere e proprie deformità, invece, il trattamento è esclusivamente ortopedico. Nel caso del piede torto congenito il trattamento ormai universalmente riconosciuto è il metodo Ponseti, nell’astragalo verticale esiste un analogo, chiamato Ponseti inverso. La cosa importante, nel caso delle deformità, è rivolgersi a medici con esperienza e specializzati, possibilmente con certificazione della Ponseti International.

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